Politica per posta


Entro l’anno, e lo scriviamo senza essere presunti “veggenti”, si tornerà al voto politico. Dopo, ovviamente, la riforma della legge che lo regolerà. Nel particolare, però, ci riferiamo alla doverosa modifica della Legge 27/12/2001 n.459, migliore nota come “Legge Tremaglia” ancora operativa nella Circoscrizione Elettorale Estero tramite il voto per posta. Con scrutinio delle schede, in seguito, in Italia.

Nelle quattro ripartizioni territoriali nel mondo, previste dalla succitata normativa, vivono circa cinque milioni di Connazionali investiti a pieno titolo dell’importante diritto democratico. Nel Vecchio Continente, la concentrazione maggiore d’elettori italiani si trova in Germania, Francia e Svizzera. Nel resto del mondo, primeggia l’Argentina e il Brasile. In oltre diciotto anni di vita della Legge Tremaglia, nessun politico s’è ben guardato di proporne qualche aggiornamento da inserire nel gruppo di leggi elettorali che si sono succedute in questo ventennio. A dispetto degli sviluppi dell’era informatica, il voto degli italiani all’estero è  restato sempre per posta. Con tutti i possibili disguidi correlati.

Già da anni, ci siamo attivati per proporre al nostro Potere Legislativo qualche “modifica” a un meccanismo che abbiamo, da parecchio tempo, giudicato “obsoleto”. Ora, alle porte di un Referendum che ridurrà anche il numero dei Parlamentari eleggibili nella Circoscrizione Estero, non abbiamo rilevato novità su questo procedimento di voto. Insomma, si potrebbe continuare a votare per posta e con spoglio delle schede votate in Italia. Come da sempre.

Questo meccanismo non ci aveva, da subito, convinto. Lo avevamo solo accolto come il primo passo per l’identificazione di un diritto che, con gli anni, sarebbe dovuto essere aggiornato. Così non è ancora stato. La Politica per posta ha fatto il suo tempo; anche perchè nata già “vecchia”. Il momento per cambiare registro è maturato. Basta volerlo.

Giorgio Brignola

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